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West Nile in Italia: 787 casi confermati nel 2026, il bollettino ISS al 28 ottobre

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, dall'inizio della stagione al 28 ottobre 2026 in Italia sono stati confermati 787 casi di infezione da virus West Nile, 422 dei quali in forma neuroinvasiva.

Letto protetto da una zanzariera in una camera luminosa

Il virus West Nile ha continuato a circolare in Italia anche in autunno. Secondo il bollettino n. 14 della sorveglianza integrata dell'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 29 ottobre 2026 con dati aggiornati al 28 ottobre, dall'inizio della stagione sono stati confermati 787 casi di infezione nell'uomo, 10 in più rispetto al bollettino precedente.

I numeri della stagione 2026

Dei 787 casi, 422 si sono presentati in forma neuroinvasiva, la più grave, e 263 come febbre. Altri 96 casi sono stati individuati in donatori di sangue senza sintomi, grazie ai controlli sulle donazioni. Sette casi in totale sono stati contratti all'estero.

I decessi segnalati sono 61. Tra i casi neuroinvasivi contratti in Italia la letalità è del 14,4%, contro il 19,6% registrato nello stesso periodo del 2025. L'ISS ricorda che i dati delle ultime quattro settimane possono ancora essere aggiornati.

Le regioni più colpite

La circolazione del virus è stata dimostrata, nell'uomo, negli animali o nelle zanzare, in 88 province di 20 regioni e province autonome. Il numero più alto di casi confermati riguarda la Lombardia (185), seguita da Veneto (141), Lazio (114), Piemonte (101) ed Emilia-Romagna (71). Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 19 casi di infezione da virus Usutu, un virus simile trasmesso dalle stesse zanzare.

Come si trasmette e come proteggersi

Il virus West Nile circola tra gli uccelli selvatici e arriva all'uomo con la puntura di zanzare, soprattutto del genere Culex, la comune zanzara notturna. Non si trasmette da persona a persona. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, circa l'80% delle infezioni non dà sintomi e meno dell'1% provoca la forma neuroinvasiva, più frequente nelle persone anziane o fragili.

Non esiste un vaccino per l'uomo. La prevenzione si basa sull'evitare le punture: repellenti, zanzariere alle finestre, abiti lunghi all'alba e al tramonto ed eliminazione dei ristagni d'acqua in sottovasi, secchi e altri contenitori in giardino e sul balcone. Chi ha febbre alta, forte mal di testa o confusione dopo punture di zanzara dovrebbe contattare il medico.

Fonti: ISS, Bollettino West Nile n. 14/2026, EpiCentro ISS, West Nile, ECDC, Factsheet West Nile

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