Consumo di suolo record nel 2025: persi oltre 102 km², il rapporto ISPRA-SNPA
Il rapporto 2026 di ISPRA e SNPA: nel 2025 il consumo di suolo in Italia è cresciuto di 102 km², il valore netto più alto dal 2012. Censiti per la prima volta i suoli da recuperare.

Nel 2025 il consumo di suolo in Italia ha raggiunto un nuovo record: le nuove coperture artificiali hanno interessato 102,4 km², pari a oltre 3 metri quadrati al secondo. È il dato principale del rapporto “Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio”, edizione 2026, curato da ISPRA e dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) e presentato a Roma il 27 ottobre.
I numeri del 2025
Rispetto al 2024 i nuovi consumi sono cresciuti del 22,4%. Al netto dei 746 ettari ripristinati, il consumo netto è stato di circa 95 km², il valore più alto dal 2012. Le superfici artificiali coprono ormai 21.644 km², il 7,19% del territorio nazionale, contro una media europea del 4,4%.
Le regioni con la quota più alta di suolo consumato sono Lombardia (12,27%), Veneto (11,87%) e Campania (10,65%). Gli incrementi maggiori nell'ultimo anno si registrano invece in Sicilia (+1.619 ettari), Lazio (+1.436) e Puglia (+1.198).
Effetti su ambiente e territorio
Secondo il rapporto, la perdita di servizi ecosistemici dovuta al solo consumo dell'ultimo anno vale tra 605 e 739 milioni di euro l'anno. Nel 2025 sono stati consumati 1.106 ettari in aree a pericolosità idraulica media, in lieve calo, e 707 ettari in aree a pericolosità da frana, un dato ancora in crescita.
Le aree che si possono recuperare
La novità di questa edizione è la prima mappatura nazionale dei suoli potenzialmente recuperabili: oltre 2.100 km² di superfici disponibili per interventi di ripristino della natura, di cui più di 35.000 ettari in aree urbane prevalentemente pubbliche, con le estensioni maggiori in Lazio, Lombardia e Veneto. Il rapporto indica inoltre 3.281 km² adatti alla forestazione urbana, 1.116 km² di tetti utilizzabili per il fotovoltaico e quasi 9,6 milioni di abitazioni non occupate che potrebbero essere riutilizzate prima di costruire su nuovo suolo.
Fonti: ISPRA, SNPA, Sintesi del rapporto 2026




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