Dengue in Italia: 369 casi nel 2026, 76 autoctoni. I dati ISS al 27 ottobre
Secondo la sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità, dal 1° gennaio al 27 ottobre 2026 in Italia sono stati confermati 369 casi di dengue, 76 dei quali contratti localmente. Nessun decesso.

Dal 1° gennaio al 27 ottobre 2026 in Italia sono stati confermati 369 casi di dengue. Di questi, 76 sono autoctoni, cioè contratti sul territorio nazionale senza viaggi all'estero, mentre gli altri sono legati a soggiorni in Paesi dove il virus circola. Non sono stati registrati decessi. I dati sono stati pubblicati il 29 ottobre dall'Istituto Superiore di Sanità nel sistema di sorveglianza nazionale delle arbovirosi.
Casi importati e autoctoni
Tra i casi legati ai viaggi, le Maldive rappresentano il 51% dei luoghi di esposizione. Nello stesso periodo sono stati confermati anche 30 casi di chikungunya, uno solo autoctono, con le Seychelles indicate nel 34% dei casi importati, e 4 casi di Zika, tutti contratti all'estero. Anche per queste due infezioni non risultano decessi.
Il quadro europeo
Secondo il bollettino del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) del 23 ottobre, nel 2026 solo due Paesi europei hanno segnalato casi di dengue a trasmissione locale: l'Italia, con 73 casi in sette focolai al 21 ottobre, e la Francia, con 7 casi in cinque focolai. Il dato italiano è poi salito a 76 nell'aggiornamento ISS successivo.
Come ridurre il rischio in casa e in giardino
In Italia il virus può essere trasmesso localmente dalla zanzara tigre, che depone le uova nei piccoli ristagni d'acqua. L'ISS indica alcune misure semplici: eliminare l'acqua da sottovasi, annaffiatoi, bidoni e copertoni, non lasciare all'aperto oggetti che possano raccogliere pioggia, coprire con una zanzariera i contenitori d'acqua necessari e trattare tombini e caditoie private ogni 7-10 giorni con prodotti larvicidi. I repellenti cutanei efficaci contro la zanzara tigre, come quelli a base di DEET o icaridina, vanno usati con cautela e secondo l'etichetta.
Chi presenta febbre, dolori muscolari o articolari ed eruzioni cutanee, soprattutto dopo un viaggio in zone a rischio, dovrebbe rivolgersi al proprio medico.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.




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