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Funghi e biodiversità: l'Italia aderisce al Fungal Conservation Pledge alla COP17

Alla COP17 sulla biodiversità di Erevan l'Italia ha annunciato l'adesione al Fungal Conservation Pledge, l'iniziativa internazionale per riconoscere e proteggere la diversità dei funghi.

Funghi bruni che crescono su un tronco nel sottobosco

Anche i funghi entrano a pieno titolo nelle politiche per la biodiversità. Il 27 ottobre 2026 l'Italia ha annunciato l'adesione al Fungal Conservation Pledge, un'iniziativa internazionale che chiede di riconoscere e tutelare la diversità dei funghi. L'annuncio è arrivato a margine della COP17, la diciassettesima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica, a Erevan, in Armenia, come riferisce l'ISPRA.

Che cos'è il Fungal Conservation Pledge

L'impegno è stato lanciato nel 2024, durante la COP16 sulla biodiversità, dai governi del Cile e del Regno Unito insieme alla Fungi Foundation. Ai paesi che aderiscono chiede di riconoscere i funghi come un regno autonomo della vita nelle leggi, nelle politiche e negli accordi nazionali e internazionali, e di adottare misure concrete per conservarli e mantenere i benefici che offrono agli ecosistemi e alle persone. Secondo la pagina ufficiale della campagna, i paesi firmatari sono finora 14.

Perché i funghi contano

I funghi sono spesso dimenticati quando si parla di natura, ma svolgono funzioni essenziali: partecipano al funzionamento degli ecosistemi, ai processi ecologici del suolo e al ripristino degli habitat naturali. L'ISPRA sottolinea che l'adesione italiana va nella direzione di integrare la diversità fungina nelle strategie e nelle politiche di conservazione, in linea con il Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal.

Il ruolo della rete ISPRA

Per proteggere i funghi servono prima di tutto conoscenze e dati. In Italia l'ISPRA coordina il Network per lo studio della diversità micologica (Ndm), che raccoglie in un'unica banca dati nazionale rilievi, campioni e informazioni, storiche e attuali, sulle specie fungine presenti negli habitat italiani. I dati sono gestiti attraverso il Sistema Informativo Funghi (SIF). La rete favorisce inoltre la collaborazione tra esperti e porta avanti attività di divulgazione, formazione e citizen science.

Fonti: ISPRA, Fungi Foundation, Fungal Conservation Pledge, ISPRA, Network diversità micologica

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