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Infrastrutture critiche e clima: l'Agenzia europea dell'ambiente fa il bilancio del 2026

Siccità, ondate di calore e tempeste hanno messo sotto pressione energia e trasporti in Europa nel 2026. Il briefing dell'AEA del 3 novembre, dalle centrali fermate al Reno quasi in secca.

Traliccio dell'alta tensione contro un cielo con nuvole arancioni

Caldo estremo, siccità e tempeste nel 2026 hanno messo sotto pressione le infrastrutture critiche europee, dall'energia ai trasporti. È il quadro del briefing pubblicato il 3 novembre dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), che usa i casi documentati di quest'anno per mostrare come un evento meteorologico possa propagarsi da un settore all'altro.

Un anno di eventi estremi

Secondo il briefing, la primavera è stata più secca della media in gran parte d'Europa e a fine luglio la siccità interessava circa metà del territorio dell'Unione e del Regno Unito. Il Centro comune di ricerca della Commissione europea aveva segnalato ad agosto livelli minimi record per Loira, Po, Reno e Danubio e uno stress idrologico grave nel bacino del Po. Si sono aggiunte due ondate di calore, a fine maggio e a fine giugno, e a gennaio la tempesta Kristin in Portogallo, che ha lasciato oltre un milione di clienti senza elettricità.

Energia: l'acqua che manca alle centrali

Le centrali nucleari e termoelettriche usano i fiumi per il raffreddamento e l'idroelettrico dipende dalle portate. Con acqua calda e fiumi bassi la produzione cala anche quando gli impianti funzionano. L'AEA cita la centrale di Cernavodă in Romania, fermata tra fine luglio e agosto, e le riduzioni a Paks in Ungheria. Durante le ondate di calore la domanda elettrica giornaliera è salita fino al 25% in alcuni Paesi. La Commissione europea aveva confermato a metà agosto che il sistema elettrico restava stabile grazie al coordinamento tra Stati e al mercato unico.

Trasporti e costi

Sul Reno, a fine luglio, le chiatte viaggiavano a circa un quinto del carico e il 14 agosto a Kaub il livello dell'acqua è sceso sotto i 10 centimetri. In Spagna sono stati chiusi 2.640 chilometri di strade tra luglio e agosto. Per l'AEA l'impatto complessivo sul PIL dell'Unione nel 2026 è stimato in almeno l'1% circa.

Cosa propone l'Agenzia

Il documento chiede di progettare reti e impianti tenendo conto del clima futuro, di valutare le dipendenze tra settori, di fare stress test periodici e di coordinare meglio gestori e autorità. Riparare i danni, conclude l'AEA, non basta a rendere le infrastrutture resilienti.

Fonti: Agenzia europea dell'ambiente, Centro comune di ricerca (JRC), Commissione europea, DG Energia

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