Export agroalimentare, +1,9% nel secondo trimestre 2026: bene latticini e carni, cala l'olio
Secondo il bollettino CREAgritrend del CREA, nel secondo trimestre 2026 l'export agroalimentare italiano cresce dell'1,9%: salgono latticini e carni preparate, calano vino, dolciari e olio d'oliva.

Nel secondo trimestre del 2026 l'export agroalimentare italiano è tornato a crescere: +1,9%, dopo il lieve calo dei primi tre mesi dell'anno. Lo rileva l'ultimo numero di CREAgritrend, il bollettino trimestrale del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del CREA, illustrato in un comunicato del 1° novembre.
Il quadro economico
La crescita dell'economia resta contenuta. Secondo l'Istat, nel secondo trimestre il PIL è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell'1,0% su base annua. Per l'industria alimentare il CREA registra una produzione quasi ferma (+0,1%) e un fatturato in calo del 4,7%, frenato dal mercato interno (-6,5%) e sostenuto dalle vendite all'estero (+3%). Per le bevande la produzione cresce del 4%.
Cosa cresce e cosa cala all'estero
Tra i prodotti esportati aumentano i lattiero-caseari (+2,7%), le carni preparate (+2,9%) e i derivati dei cereali (+2,1%). Calano invece il vino (-3%), i prodotti dolciari (-6%) e soprattutto l'olio di oliva (-15%). Tra i mercati di destinazione salgono Francia (+1,5%), Regno Unito (+2,7%) e Svizzera (+2,1%), mentre scendono Germania (-1,9%) e Stati Uniti (-2,9%).
Le importazioni agroalimentari si riducono dell'1,6%. La Spagna è il primo fornitore; in calo gli acquisti da Francia, Germania e Paesi Bassi, in aumento quelli da Brasile e Austria. Crescono gli arrivi di prodotti ittici (+6,8%) e di oli e grassi (+4,4%).
Il vino visto dai consumatori
Lo speciale di questo numero è dedicato alle abitudini di consumo del vino, con un'indagine su 1.038 consumatori. Il 94,4% beve vino almeno occasionalmente. Nella scelta contano soprattutto il gusto (82%) e la denominazione d'origine (73,7%), mentre il 41,2% si dice disposto a spendere più di 20 euro a bottiglia.
Il clima di fiducia sul settore resta positivo: nell'analisi dei siti specializzati tra il 15 giugno e il 22 settembre i giudizi favorevoli sono il 64%.
Fonti: CREA, comunicato stampa, CREA, Mercati, consumi ed export, Istat, Conti economici trimestrali




Lascia un commento
Stai rispondendo a ·