Impollinatori, la FAO apre a Roma la prima conferenza mondiale: verso una piattaforma globale
Il 5 e 6 novembre 2026 la FAO ha riunito a Roma la prima Global Pollinator Conference per avviare una Piattaforma globale per gli impollinatori. In Europa una specie su tre di api, farfalle e sirfidi è in declino.

La FAO ha aperto il 5 novembre 2026, nella sua sede di Roma, la prima Global Pollinator Conference, la conferenza mondiale dedicata agli impollinatori. I lavori si sono svolti fino al 6 novembre con un obiettivo preciso: definire i prossimi passi per creare una Piattaforma globale per gli impollinatori.
Perché gli impollinatori contano per il cibo
Aprendo la conferenza, il Direttore generale della FAO Qu Dongyu ha ricordato che circa il 75% delle colture alimentari più importanti al mondo dipende dall'impollinazione. Tra le minacce citate ci sono la perdita di habitat, la crisi climatica, le specie invasive, le malattie e le pratiche agricole non sostenibili; la pagina della conferenza aggiunge anche i pesticidi e i parassiti.
Secondo Qu, per affrontare queste pressioni bisogna andare oltre gli impegni internazionali e passare ad azioni concrete con risultati tangibili sul territorio, sostenute da investimenti continui, partenariati più forti e soluzioni pratiche per gli agricoltori.
Cosa farebbe la Piattaforma globale
Il lavoro verso la piattaforma è stato chiesto dai Paesi membri della FAO attraverso la Commissione sulle risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura. La nuova struttura dovrebbe collegare le iniziative già esistenti, favorire lo scambio di conoscenze e dati, sostenere la formazione e il monitoraggio e aiutare i Paesi con supporto tecnico e politico. Il tutto in linea con l'Iniziativa internazionale sugli impollinatori della Convenzione sulla diversità biologica e con il Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal.
La situazione in Europa e in Italia
Anche in Europa i numeri sono preoccupanti. Secondo la Commissione europea, circa una specie su tre di api, farfalle e sirfidi è in declino e circa una specie su dieci di api e farfalle è minacciata di estinzione. Circa quattro specie su cinque tra colture e piante da fiore selvatiche dipendono dall'impollinazione animale. Il Regolamento europeo sul ripristino della natura chiede agli Stati membri di invertire il declino delle popolazioni di impollinatori entro il 2030 e di attivare il sistema europeo di monitoraggio degli impollinatori entro il 16 dicembre 2026.
In Italia il tema è stato al centro anche del convegno "SOS impollinatori: i parchi nazionali in prima linea per contrastare il loro declino", che si è tenuto il 6 novembre a Nemoli, in provincia di Potenza, nell'ambito dell'iniziativa NAIADI 2026, con la partecipazione di esperti dell'ISPRA.
Fonti: FAO, Commissione europea, ISPRA




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