Prezzi alimentari mondiali in calo a ottobre secondo la FAO, ma lo zucchero sale del 6,6%
L'indice FAO dei prezzi alimentari scende a 133,9 punti a ottobre 2026, l'1,2% in meno di settembre ma il 5,9% sopra un anno fa. Calano cereali, carne e latticini, lo zucchero tocca il livello più alto da dicembre 2024.

A ottobre 2026 i prezzi internazionali dei prodotti alimentari sono scesi leggermente. L'indice FAO dei prezzi alimentari, che segue ogni mese le quotazioni mondiali di un paniere di materie prime, si è attestato in media a 133,9 punti, 1,6 punti in meno rispetto al dato rivisto di settembre (-1,2%). Il dato è stato pubblicato a Roma il 6 novembre dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.
Su base annua l'indice resta più alto del 5,9% rispetto a ottobre 2025, ma è inferiore del 16,4% al picco raggiunto a marzo 2022.
Cereali, carne e latticini in calo
L'indice dei cereali è sceso del 4,5% rispetto a settembre. Il grano è calato dopo quattro rialzi mensili consecutivi, per una domanda di importazioni più debole e migliori prospettive di raccolto, in particolare in Argentina. Anche il mais si è allontanato dal massimo degli ultimi tre anni toccato a settembre. Il riso fa eccezione, con un aumento dell'1,6% legato a ritardi nei raccolti, maltempo e costi in crescita in alcuni Paesi esportatori.
La carne è scesa dell'1,2%, con cali per suino, ovino e bovino e pollame stabile, mentre i lattiero-caseari hanno perso l'1,1% per la discesa di burro e formaggi, a fronte di un aumento del latte in polvere.
Zucchero e oli vegetali in aumento
Lo zucchero è aumentato del 6,6% rispetto a settembre e del 28,8% su base annua: è il quarto rialzo mensile consecutivo e il livello più alto da dicembre 2024. Pesano le piogge che hanno rallentato la raccolta della canna nel Centro-Sud del Brasile e i timori sulla produzione 2026/27 in India, Unione europea e Thailandia. Gli oli vegetali sono saliti dello 0,3%, con soia e girasole in aumento e colza in calo.
Le previsioni sui cereali
Nel nuovo bollettino sull'offerta e la domanda di cereali, la FAO stima per il 2026 una produzione mondiale di 2.999 milioni di tonnellate: in calo rispetto al record del 2025, ma comunque la seconda più alta mai registrata. La produzione di riso è prevista in calo del 2,5%, a 552 milioni di tonnellate, la prima diminuzione in quattro stagioni. Il commercio mondiale di cereali dovrebbe ridursi del 3,3%, con gli scambi di grano in calo dell'8,6%.




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